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Il Napoli batte la Fiorentina. Chi vince e chi perde

La partita contro la fiorentina arrivava al San Paolo nel peggiore dei modi. L’alta tensione sulla questione stadio, tra De Laurentiis e De Magistris; l’alta tensione tra tifosi e De Laurentiis, quest’ultimo reo di aver messo in vendita di biglietti della curva a 35 euro; alta, altissima tensione nella squadra che avverte certamente l’enorme pressione dell’ambiente.

Il calcio di Sarri, la bellezza del Sarrismo (neologismo appena introdotto dalla Treccani) sono ormai un ricordo e bisogna guardare avanti. Lo fa alla perfezione Carlo Ancelotti che ha mostrato duttilità tattica grande assente nel periodo della grande bellezza che non ha portato titoli.

Il cambio di filosofia di gioco, di impostazione, di approccio si vedono tutti, ma c’è bisogno del normale periodo di rodaggio. L’era Sarri si è fatta talmente potente che 9 punti su 12 rappresentano già un fallimento, rappresentano già dei lunedì tristi al bar.

Il cambio di panchina lo si nota in maniera evidente: gli azzurri partono sempre con lentezza e senza apparenti idee, quando invece le idee ci sono, ma devono soltanto essere metabolizzate. Tutto questo può avvenire solo con tempo e pazienza e la partita si avviava verso un devastante 0-0. Ma alla fine è venuta fuori l’intuizione: Lorenzo Insigne lanciato come realizzatore con Milik che, entrando, ha coperto zone del campo spesso lontane dall’area di rigore.

Da Milik arriva l’assist perfetto ad Insigne che in diagonale non perdona.

Quest’oggi non ci limiteremo ad una descrizione cronologica dei fatti avvenuti in campo, ma gridiamo con convinzione che questa vittoria è tutta di Carlo Ancelotti, un uomo che ha vissuto di calcio ad altissimi livelli. Carlo Ancelotti ha vissuto sul campo la sua carriera ricca di trofei, da calciatore prima da allenatore poi. Su questa partita e su questa stagione il buon Carletto ha già iniziato a mettere un timbro fondamentale, come fondamentale è stata questa vittoria per l’infinita battaglia alla corazzata Juventus. Nessuno scacchiere tattico preventivo. Solo adattamento a ciò che avviene in campo, come se in campo ci fosse ancora lui. La vittoria è tutta sua.

Gli sconfitti sono tutti gli altri. Tutto l’ambiente calcio italiano che non ha più nemmeno una federazione degna di questo nome. Perdono tutti quelli della stampa “strana” che con “errori di stampa” strani esclude sempre Lorenzo Insigne da podio dei campioni italiani. Lorenzo Insigne, spiace anche dirlo per certi aspetti, forse è l’unico campione italiano, ma viene ingiustamente snobbato. Tra gli sconfitti vi è anche De Laurentiis che, in questo periodo delicato della sua storia partenopea, doveva essere più vicino ai tifosi e meno belligerante. Ma, lasciatecelo dire, tra gi sconfitti ci sono, forse, anche un po’ i tifosi che pur avendo ragione per alcuni aspetti, hanno abbandonato la squadra lasciandola sola.

Carlo Ancelotti ha visto contro tutti. Prendiamone esempio.

Ed ora, tutti con la squadra per tentare ancora una volta l’impresa.

 

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